Vis à Vis Fuoriluogo 27, CARPINONE (IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
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# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
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Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
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momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
# when the highways were made of sheep
# nature protects and hides memories
# when the stars explode nature trembles
# brambles and memories
# losing memories in social media
# well-lived in the age of oil
# in the silence of the dark beauty is hidden
# barbarism kills
Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)
“Meriggiare pallido e insorto” A widespread art and words intervention on the territory of little town of Carpinone (IS, Molise), during the VIS à VIS Fuoriluogo 27 residency (5-24 August, 2024), a project by Limiti Inchiusi Arte Contemporanea (Paolo Borrelli and Fausto Colavecchia), curated by Tommaso Evangelista. A walk through the streets and nature of a Molise village at 700 meters above sea level, among its sources, beaches and waterfalls made accessible by the foresight and voluntary work of many citizens and local associations, and from the example provided by Salvatore Campanella. . Text by Tommaso Evangelista follows, describing the project in detail. A heartfelt and melancholy thank you to: The phrases that you will find in the streets ‘of the village and about the village’: # and all the things around me I perceive as having preceded their existence # noonday slumber, pallid and rebellious (rewriting of Eugenio Montale) Opiemme (Margherita Berardinelli e Davide Bonatti, Torino) è noto per il suo lavoro che unisce arte poetica e arte visiva, soprattutto nell’ambito dei contesti urbani. Fin dal 1998, ha cercato di reinventare lacomunicazione della poesia, portandola fuori dai canali tradizionali per avvicinarla al pubblico e renderla universale. La sua pratica creativa, amplificata oggi dall’utilizzo dei social (in particolare degli #), si colloca all’incrocio tra letteratura e arte pubblica, ispirandosi alla poesia visiva e alla street poetry, con l’intento di rendere la “parola” accessibile a tutti. Le frasi, accompagnate dall’hashtag e da #opiemmepoesia, funzionano inoltre come un seme che, una volta piantato nello spazio urbano, trova nuova vita e diffusione attraverso i social media. Ogni volta che qualcuno fotografa uno di questi testi e lo condivide online, il messaggio si moltiplica, diventando parte di una rete di significati in espansione. L’hashtag agisce come un filo conduttore, legando insieme tutte queste immagini e creando una comunità virtuale intorno a un’esperienza poetica condivisa. Questo processo riflette la capacità delle parole di Opiemme di trascendere il contesto fisico in cui sono state originariamente collocate, diffondendosi nel vasto panorama digitale: in tal modo la poesia di strada non solo abita lo spazio cittadino, ma si espande attraverso la rete,
(Noonday slumber, pallid and rebellious)
An opportunity to discover the village through its views, for a trip for local, around which to build recreational and educational activities
Luigi, Pasquale, Monica and Ginevra, Celestino, Vincenzo, Salvatore Medduccio, Tommaso, Paolo, Fausto, Mario, Monica, Concetta and Giuseppe, Jacopo, Nicola and Maria Luisa, Raffaele, Francesco, Loris, Francesca, Giorgio, Guglielmo, Alessia, Mina, Enzo, Pino and Serenella, to the cheeky child of via Fosso and his grandmother
(the beginning of the poem ‘Idea’, by Andrea Zanzotto, inspired the intervention)
# remember that we are nature
# disconnected and reconnected
# history is migrant
# what remains is what changes
# temporary sign of the recent past
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Un percorso visivo e poetico di OPIEMME per Carpinone.
Testo critico di Tommaso Evangelista
Il progetto si caratterizza per l’utilizzo di scorci specifici del borgo molisano che vengono valorizzati attraverso l’integrazione della parola scritta con il paesaggio circostante. La poesia diviene uno strumento per riscoprire la natura e i suoi dettagli, con installazioni materiche o segniche (stencil soprattutto ma anche interventi su legno, stoffa e metallo) che conducono lo spettatore in un viaggio di riconfigurazione e riappropriazione del luogo. L’uso di testi volutamente sibillini, che possono essere interpretati e ricostruiti in modo personale da chi osserva, crea una connessione recondita tra l’individuo, permettendo una lettura soggettiva e aperta, e sempre nuovi legami. È come vivere la poesia non solo su una bianca pagina bidimensionale ma a tre dimensioni, spostandosi autonomamente in una semiosfera che genera nuove informazioni-illuminazioni, oppure entrare in un sistema digitale ricco di collegamenti ipertestuali.


“In the silence of the dark beauty is hidden”, Opiemme, 2024. Spray on wall, Carpinone (Is, IT)
angoli per valorizzare i luoghi e la parola, indirizza verso la riscoperta del contesto, dischiude nessi e riappropriazioni ricercando un’idea di origine, autenticità e appartenenza. Svelando lentamente il legame con il luogo, oltre il tempo della festa, la scoperta della bellezza nel dettaglio dei segni determina tracce di un passaggio che ognuno può ricostruire nel senso e nello spazio. Si forma magicamente un panorama interiore che si sovrappone a quello reale e lo amplifica fornendo nuove chiavi di lettura. Da qui la frase che è divenuta anche titolo dell’opera, evidente omaggio a Montale, nel suo camminare osservando gli elementi più minuti della natura circostante, sondando una sorta di male di vivere, ma che qui si carica di una valenza di resistenza e contrasto, un insorgere per salvarsi nella restanza, nella volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. Non solo resilienti ma partigiani. In Meriggiare pallido e insorto si intreccia un’immagine poetica di quiete e ribellione, quasi un ossimoro che richiama alla mente le pause meditate e i
momenti di lotta, come le bandiere che rappresentano ideali e
Ricorda che siamo natura, la più grande installazione del percorso, suggerisce un ritorno alle radici, alla consapevolezza che, nonostante le trasformazioni tecnologiche e industriali, siamo essenzialmente parte della natura. Il contrasto tra il ferro, simbolo di modernità e durezza, e la natura vista in trasparenza, con la sua fragilità e vitalità, crea un invito a riconoscere la nostra essenza naturale. La natura protegge e nasconde i ricordi evoca l’idea che la natura sia un custode della memoria, un luogo dove i ricordi si depositano, difesi ma anche occultati. Vi è un senso di protezione, ma anche di possibile oblio. Ciò che resta è ciò che cambia è invece un paradosso che sottolinea come il cambiamento sia l’unica costante, e ciò che rimane nel tempo è proprio ciò che si evolve. Nel complesso, queste e molte altre frasi individuabili dalla piantina, disegnano un paesaggio interiore ed esteriore che invita alla riflessione, alla connessione con la natura e alla consapevolezza della transitorietà della vita e dei suoi ricordi. Sono frammenti che, distribuiti nel paese, possono stimolare un dialogo tra chi li incontra, trasformando il territorio in uno spazio di contemplazione poetica e di retorica.


“Noonday slumber, pallid and rebellious”, Opiemme, 2024. Digital printing on nautical fabric, Carpinone (Is, IT)
Criticamente, l’opera può essere vista come un esempio riuscito di arte relazionale, dove la poesia e il “visivo” non si impongono sullo spazio, ma lo arricchiscono e lo risignificano, e tutto nasce dal dialogo e dalla scoperta di unicità che solo una persona giunta dall’esterno può cogliere. La complessità dei segni e la natura labirintica delle tracce lasciate rappresentano una sfida per il fruitore: in un’epoca segnata dalla velocità, dall’industria e dai social media (che l’artista utilizza invero a proprio vantaggio), queste parole ci ricordano la bellezza nascosta nel silenzio, la fragilità del passato e l’importanza del cambiamento come unica costante. Attraverso immagini potenti e paradossi, ci confrontiamo con l’interconnessione tra l’universo e la Terra, la malinconia per un passato più semplice e la critica all’inciviltà che minaccia la nostra esistenza. In tale contesto, la poesia diventa un mezzo per riscoprire la natura e il nostro legame con essa, svelando tracce di memoria e significato in ogni angolo del territorio, come segni significanti che ognuno può interpretare e ricostruire nel proprio cammino.
Tommaso Evangelista


“Well-lived in the oil age”, Opiemme, 2024. Spray on old wood drawer, Carpinone (Is, IT)


















































































































































