“CHARTA MAP”, SWAB FAIR, BARCELLONA

Ottobre 2015, Barcellona, Spagna

La galleria Portanova12 (Bologna) alla fiera Swab.
In quell’occasione ho esposto alcuni lavori di una nuova serie, “Charta – Map”, presentati da un testo di Karin Gavassa.
Un grazie a Gigi Piani per questa bella esperienza assieme.
E’ stata occasione per presentare una combo con Alessandra Maio, il primo lavoro su questa pagina.
Si intitola “QUELLO CHE NON POSSO DIRTI, TE LO DIRANNO LE STELLE”: un usignolo (minuzioso lavoro di Alesssandra Maio, meglio visibile con una lente di ingrandimento) e la costellazione della Lira, (entrambi due simboli della poesia), si osservano e dialogano.
Un pò come succede fra i nostri lavori.

Qui il testo di Karin Gavassa in italiano e spagnolo:
“Opiemme inizia il suo percorso nella Torino di fine anni Novanta con una ricerca ben precisa sulla poesia, e con la volontà di portarla in strada, avvicinarla alle persone, studiando nuovi modi con cui proporla per attualizzarne la potenzialità espressiva.
Nel 2013, tra gli altri progetti, crea un simbolico percorso di poesia di strada che diviene manifesto della sua poetica: “Un Viaggio di pittura e poesia”, raccontato dall’americano Huffington Post. Una modalità pittorica site-specific a cui si unisce la progettualità propria dell’arte pubblica, attenta alla storia e alla lirica dei diversi luoghi, fra stencil, spray, pittura murale, segni lasciati con accumuli di gesso, installazioni.
L’intero lavoro di Opiemme si configura come una ricerca sulla poesia, che da personale e intima si apre allo spazio. Ai luoghi, interiori e geografici. Con un forte riferimento a quelli che sono stati i movimenti internazionali e gli artisti simbolo della poesia visiva.
Il confine fra poesia e immagine è ciò che più interessa a Opiemme, in particolare il modo in cui la parola possa trasformarsi in segno grafico arricchendosi di nuovi significati. Recentemente, nella scenografica cornice del Teatro delle Rocce (Gavorrano, Gr), la poesia diventa segno con cui tracciare nuove immagini. Immagini da leggere, parole da guardare. Messaggi poeticamente espressi ma fruibili da tutti.

Il ritorno all’uso delle cartine geografiche, nel momento in cui siamo abituati a vederci come avatar sui nostri gps, ci conduce a un recupero della memoria dei luoghi. Il gesto stesso di aprire e ripiegare le mappe riporta a una fruizione più lenta e attenta di quanto non sia la geolocalizzazione sugli schermi dei nostri smartphone. “Fissando le cartine vedo forme e ricordi – commenta Opiemme – Mi piace leggerle. Orientarmi senza device…”.
Così tra la morfologia dei luoghi nascono lettere in volo che conducono attraverso parole che poi diventano forme, suscitando emozioni, filtrando ricordi ed esperienze. “I miei disegni nuotano in questo. E assumono valori che non si conoscono. Così come le parole di una poesia possono assumere significati diversi a seconda delle emozioni e delle esperienze, di chi le legge”

“Opiemme empieza su camino en Turín al final de los noventa con una búsqueda precisa sobre la poesía y con la voluntad de conducirla a las calles, acercarla a la gente, explorando nuevas maneras de proponerla para actualizar su potencial expresivo. En 2013, entre otros proyectos, crea un camino simbólico de poesía callejera que se vuelve manifiesto de su poética: “Un Viaje de pintura y poesía”, narrado por el estadounidense Huffington Post. Un estilo de pintura site-specific a lo que se une la dimensión de proyectos propia del arte público, atento a la historia y a la lírica de los diferentes lugares, entre stencil, spray, murales, signos dejados con acumulaciones de tiza, instalaciones. Toda la obra de Opiemme aparece como una investigación sobre la poesía, que desde una dimensión personal y íntima se abre al espacio. Lugares, interiores y geográficos. Con una fuerte referencia a los que fueron los movimientos internacionales y los artistas símbolo de la poesía visual. El borde entre poesía y imagen es lo que más interesa Opiemme, en particular, la manera en que la palabra se pueda transformar en signo gráfico enriqueciendose con nuevos significados. Recientemente, en el escenario espectacular de “Teatro de las Rocas” (Gavorrano, Gr), la poesía se convierte en signo con el que dibujar nuevas imágenes. Imágenes para leer, palabras para mirar. Mensajes poéticamente expresos aunque accesibles a todos. El regreso a la utilización de mapas, en este momento en el que es hábito verse como avatares en nuestros GPS, nos conduce a una recuperación de la memoria de los lugares. El mismo gesto de abrir y doblar los mapas nos hace regresar a un uso lento y cuidadoso, más de lo que es la geolocalización en las pantallas de nuestros smartphones. “Mirando fijo a los mapas veo formas y recuerdos – comenta Opiemme – Me gusta leerlos. Orientarme sin device… “.Así que entre la morfología de los lugares nacen letras en vuelo que conducen por palabras que luego se convierten en formas, despertando emociones, filtrando recuerdos y experiencias . “Mis dibujos nadan en esto. Y toman valores que no se conocen. Así como las palabras de un poema pueden tener significados diferentes según las emociones y experiencias de quien las lee”.

IMAGO MUNDI

31 Agosto- 1 Novembre
Fondazione Cini, Venezia (Isola di San Giorgio Maggiore)

18 Maggio – 21 Giugno 2015
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino

La collezione italiana di Imago Mundi, espone le opere 10×12 cm di 420 artisti italiani, selezionati da Luca Beatrice.

IMAGO MUNDI
FSRR

VORTEX SOLO SHOW – BOLOGNA, 2015

6 Marzo, 18 Aprile 2015 – Portanova12, Bologna

Dal 6 Marzo al 18 Aprile 2015 nuovi lavori “VORTEX” saranno presentati alla galleria Portanova12.
Le fotografie sono di Rosy Dennetta e Mario Covotta

“Il cielo è un muro intonacato che aspetta di essere effigiato con segni primordiali, lettere vaganti che cadono come squame da un cerchio nero (o bianco) che può essere una luna nuova o un sole all’aurora. O un buco nero. In principio erat verbum”
Giuseppe Sermonti, dell’Osaka Group of Dynamic Structuralism

Opiemme presenta un ciclo di mostre intitolato “Vortex”, parola latina che significa vortice, gorgo, e rimanda alla spirale, un simbolo di vita, che rispecchia la forma della nostra galassia, la Via Lattea, spirale perfetta.
Influenzato dal libro del genetista Sermonti, “L’alfabeto scende dalle stelle”, e da un’attrazione verso tutti quelli che sono i misteri che regolano l’universo, Opiemme dipinge astri da cui volteggiano lettere, come polvere di stelle.
In questa nuova visione dell’artista l’universo è simbolo di equilibrio, e ogni suo elemento è interconesso. Emerge un’ispirazione alla “Teoria del tutto” di Stephen Hawking.
Opiemme “compie un salto e si lascia alle spalle la street art dei suoi esordi facendola evolvere in una personale versione di poesia visiva”, scrive la critica Olga Gambari sulle pagine di Repubblica, e continua “c’è la pittura, che si staglia su tutto come simbolo, nette forme nere che imprimono un marchio e rendono segni primari e alfabeto un’icona.”

Si distinguono due diversi stili sullo stesso tema: in uno il colore è protagonista, con un fitto dripping che, quando la pittura si fa più figurativa, ricorda il puntinismo; il secondo si realizza su fogli d’epoca di giornale e di mappe e la pittura è essenziale, ridotta, asciuttta e basilarmente nera.

Nei testi critici questo suo lavoro viene così descritto da Maria Letizia Tega prima : “scardina l’analisi saussuriana, scinde significato e significante, non vi è più presupposizione reciproca e le lettere si spogliano del loro ruolo. Non catturano l’attenzione di chi osserva costruendo parole, diventano soltanto delle macchie di colore, degli elementi astratti.“; e poi da Daniele Decia che sottolinea ulteriormente come una componente astrattistica compaia nel suo lavoro e la definisce, con un gioco di parole che unisce informale e poesia visiva, “lettere informali”: “crea immagini fatte di parole (lettere), ora queste si frammentano e le lettere volteggiano arricchendosi di una componente astrattistica (informale).”

Il legame storico e l’attenzione sono rivolte al giocare con le lettere, al disegnare con le parole, e al lavorare sulla poesia. Cosa che lo mette profondamente in contatto con la poesia visiva italiana, e con tutti quei movimenti che hanno usato la parola unita alle immagini.
Debito che Opiemme riconosce, e che trova negli spazi galleristici, nelle scatole bianche, il territorio perfetto per un dialogo con le avanguardie del passato.

La ricerca condotta su ‘Vortex’ ci permette di vedere il lavoro dell’artista di Torino nella sua completezza.
Spesso chiamato il poeta della street art, Opiemme da sempre lavora per portare la poesia in ambienti pubblici (senza distinzione fra outside e indoor) affinchè i testi possano raggiungere occhi che li leggano.
La street art, in questo processo/manifesto, è ed stata solo un medium all’interno del suo operato. Il medium della libertà, in un lavoro che è stato ispirato ed ha profonde connotazioni di arte pubblica, evidenti in una pittura murale come quella dediata a Wislawa Szymborza a Gdansk in Polonia, in un lavoro su 10 piani di palazzo che si fa site-specific, e riconosciuto a posteriori dalla Fondazione del premio nobel 1996 per la poesia.
Presenta così un lavoro che in galleria si fa più profondo ed entra nella sintassi della ricerca, mostrandocene le diverse forme.

Portanova12 Gallery
Via Porta Nova 12, Bologna
email: portanova12galleriadarte@gmail.com
Orari: Lun-Sab 16.30 – 19.30
338 531 8469

VORTEX SOLO SHOW – BIELLA

Febbraio 2015, Biella, Italy

Dal 6 Febbraio all’8 Marzo 2015
BI-BOx Art Space, Via Italia 39, Biella

Orari
Giovedì, Venerdì, Domenica dalle 16 alle 19
Sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19

LETTERE INFORMALI
Un estratto dal testo critico a cura di Daniele Decia.

[…] perché “lettere informali”? In realtà è un gioco di parole che utilizzo per fondere due generi artistici, l’informale e la poesia visiva, così come l’artista li incorpora nei suoi lavori murali e pittorici. “Vortex” è il titolo di una serie di mostre in cui il lavoro di Opiemme si rivolge al cielo, all’universo, ai soli, ai pianeti, alle stelle che l’artista scopre come un altro da sé; interiore, sognante e consolante. Crea immagini fatte di parole (lettere), ora queste si frammentano e le lettere volteggiano arricchendosi di una componente astrattistica (informale).
C’è qualcosa di più potente, di molto più forte dell’agire umano, qualcosa in grado di creare e resettare tutto. L’uomo non è troppo prezioso. L’equilibrio della terra lo è, la bellezza della vita, pur nella brutalità della sopravvivenza. Le stelle sono un ottimo luogo dove appoggiare sogni, riflessioni, poesie. Sono proprio queste riflessioni, nate da un approfondito studio del testo di Giuseppe Sermonti “L’alfabeto scende dalle stelle”, ad affascinare Opiemme, a catapultarlo in questa sua nuova figurazione e a far sì che nei suoi recenti interventi, dalla Polonia alla Thailandia passando per il Sudamerica, i suoi “vortex” irradino lettere e sviluppino vera e propria poesia visiva muralista. […]

INSIDEART
ARTRIBUNE
STREET ART ATTACK

VORTEX, OMBRA DI LUNA, 2015

Gennaio 2015, Bologna, Italia

Stand 11 – BI-BOx Art Space, Biella
Stand 12 – Portanova12, Bologna

Setup è l’occasione per presentare i nuovi lavori di “VORTEX”, che saranno protagonisti di una serie di mostre fra Biella (il 6 Febbraio presso BI-BOx), Bologna (il 6 Marzo presso Portanova12) e Milano (il 12 November presso Studio D’Ars).
Quadri dedicati al cielo e alle stelle, composti di lettere e poesie. A porre le basi di questa ricerca è un libro, “L’alfabeto scende dalle stelle” del genetista italiano Giuseppe Sermonti, autore di un testo astronomico che unisce figure mitologiche e costellazioni alla comparsa degli alfabeti nella storia dell’uomo.
Così su Sky Arte, riferendosi ad murale di 10 piani realizzato a Gdansk e tributo al premio Nobel per la poesia 1996, Wislawa Szymborska, Francesco Sala descrive uno di questi lavori: “L’effetto, esteticamente stupefacente, trova forza concettuale nelle teorie sull’origine astrale del linguaggio proposte a suo tempo da Sermonti. Esiste una correlazione tra la scrittura e le forme e formule che regolano l’universo? L’immagine delicata di un alfabeto che cade direttamente dal cielo, come sublime polvere di stelle, sembra indurre una risposta fascinosamente positiva.”

 

Setup Fair
Bologna, Piazza XX Settembre
23-25 January 2015

Su Artribune, Setup 2015
Su Artribune, Argentina 2014
Su Skyarte
Su Insideart