Disconnect to reconnect

novembre 2017

Un murale e workshop per “Crossing the Borders – Intrecci fra arte e migrazione”
Il muro si trova all’interno dell’Ostello di San Desiderio, Genova, ed è stato interamente realizzato dai partecipanti al workshop.
Un progetto realizzato grazie a: PECO – Progetti Europei di Cooperazione Genova, danzacontempoligure.org,
Goethe Institu Genua

 

Disconnect to reconnect, 2017 Pic: Estéban Periat

 

Disconnect to reconnect, 2017 Pic: Estéban Periat

 

Un dettaglio del muro grezzo. Disconnect to reconnect, 2017 Pic: Estéban Periat
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Łódź “4 Cultures Festival”, Polania – Remanufacture

settembre 2017

“In lovely memory of my father…”

Due nuovi murales per Urban Forms durante il “4 cultures Festival“, nel quartiere di Bałuty, un tempo il Ghetto di Lodz, il più grande ghetto di tutta l’Europa durante l’occupazione tedesca.

A Genova nel 2016 Opiemme aveva realizzato un intervento sulla linea di quello dipinto a Lodz sulla facciata di una scuola: una riscrittura dell’architettura di un edificio razionalista (1937), oggi  sede del Laboratorio Sociale Occupato “Buridda”, e del Fablab.
Entrambi questi recenti lavori si strutturano sull’alfabeto di Władysław Strzemiński, usato anche per il logo della città di Łódź.
Il font di Strzemiński diventa segno su muro.
Un intervento sul ritmo compositivo della facciata di un’architettura costruttivista sovietica.

Remanufacture 2017, Ul. Bojownikow Getta 3, Lodz

 

Testo critico di Claudio Cravero

‘The constant Learner’
“Remanufacture e Aringa. Un tributo a Władysław Strzemiński”
Urban Forms Foundation e Lodz 4 Cultures festival, Lodz, Polonia , 2017

Opiemme, Remanufacture, Ul. Bojownikow Getta Lodz Poland Ph: Hawa

 

Nel recente lavoro di Opiemme per il Festival delle 4 culture di Lodz, l’intervento pittorico non si concentra su una sola un’immagine, ma ricopre in modo esteso diverse superfici di un edificio scolastico. Dai muri ai marciapiedi e tutt’intorno, ogni passante è come letteralmente circondato da testi e motivi realizzati con pittura spray e sagome riprodotte utilizzando una serie di stencil. Ovunque uno posi il proprio sguardo, i pattern geometrici sembrano unire il suolo al cielo. Inoltre, nel momento in cui l’occhio si concentra sulla texture successiva, ogni cosa attorno ruota come immersi in un diorama nel quale la storia viene raccontata senza interruzione.
Il lavoro di Opiemme è il Tributo a Wladyslaw Strzemiński, avanguardista polacco, pittore astratto e tipografo, che nel 1930 disegnò un font tipografico che ancora oggi porta il suo nome. Per la maggior parte costituito da linee curve, il carattere adottato nell’intervento di Opiemme nasce in un particolar momento della storia polacca. Wladyslaw Strzemiński, infatti, crea questo font con la precisa intenzione di trasferire attraverso una forma di scrittura l’idea di futuro, di dinamismo e di progresso modernista che il paese andava perseguendo in quegli anni. Opiemme usa questo tipo di lettering come punto privilegiato per indagare il realismo socialista e la sua applicazione – nonché traduzione – in determinate forme architettoniche. Si tratta di quelle architetture tipiche degli edifici pubblici che, ancora oggi, rappresentano la quintessenza stilistica del retaggio polacco, e questo senza alcun tipo di corrispondenza culturale rispetto alle diverse comunità che storicamente hanno forgiato la nazione.

 

Remanufacture 2017, Ul. Bojownikow Getta 3, Lodz      Ph: Hawa

 

Opiemme, Remanufacture, Ul. Bojownikow Getta Lodz Poland Ph: Hawa

 

La stessa tecnica è anche utilizzata da Opiemme in “Herring/Aringa”, un calligramma-murale realizzato in un parco nelle vicinanze dell’edificio scolastico. In quello che informalmente è chiamato “Parco dell’aringa”, una silhouette
nera a forma di pesce richiama il mercato del pesce che si teneva esattamente nella stessa area fino alla Seconda Guerra Mondiale, ma esso è anche comunemente conosciuto come il ghetto ebraico di Baluty, il secondo più grande in Europa.

 

Remanufacture 2017, Lodz      Ph: Pawel Trzeźwiński

 

In questa direzione, il lavoro di Opiemme in un certo senso disorienta. L’effetto allucinatorio è quasi certamente dettato dalla non-associazione delle lettere. Nel loro flusso ininterrotto, infatti, esse non riconducono ad alcun significato intellegibile. Inoltre, siccome l’intervento ricopre la facciata della scuola elementare, Opiemme vuole sottilmente evocare il potere dell’insegnamento che permea il nostro costante bisogno di scoperta e apprendimento. Durante gli otto giorni di pittura dal vivo, che nel lavoro di Opiemme assume la forma di una performance pittorica pubblica, l’artista ricorda inoltre la recente scomparsa del padre. Tra i diversi pensieri,
Opiemme intende esprimere gratitudine per l’apprendistato seguito all’età di 16 anni. Infatti, inviato dal padre a collaborare con un decoratore d’interni, Opiemme è grato al suo maestro per quel rigore professionale impartitogli e tuttora presente. I testi e i segni di Opiemme ci ricordano come l’insegnamento e l’apprendimento rappresentino un costante processo di auto-costruzione del sé, piuttosto che un’arida serie di abilità da padroneggiare. In questo senso, nel lavoro di Lodz appare ancora più evidente come non vi siano barriere culturali quando si tratta di apprendere. L’apprendimento è come una forza. Essa corrisponde alla nostra propensione umana che ci consente di connetterci agli altri e imparare. Questa forza è ovunque e in ogni tempo. Perché, in fondo, le persone non se vanno mai veramente.

 

Opiemme, Remanufacture, Ul. Bojownikow Getta Lodz Poland      Ph: Hawa

 

Qui un articolo di Urban Forms, “Out of the ordinary. Opiemme Dialogue’s with architecture“, e un’altro di Aleksandra Sumorok, storica dell’arte, e autrice del libro
“The architecture and urbanism of Łódź during the period of socialist realism”: “Opiemme and her dialogues“.

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Viviamo affollate solitudini digitali

luglio 2017

Una data OFF per WALK THE LINE ai Giardini di Plastica all’interno della cornice di Cresta 2017

Viviamo affollate solitudini digitali, Giardini di Plastica, Genova, 2017

 

Viviamo affollate solitudini digitali, Giardini di Plastica, Genova, 2017

 

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Black Hole Sun, Lodz, Poland

giugno 2017
Prima. Strada Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7, Łódź, Poland

 

Dopo i lavori. La nuova via Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7, Łódź, Poland   Ph: Paweł Trzeźwiński

 

Black hole sun, spray e stencil, idropitture su cartongesso, 2017 Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7 Street, Łódź, Poland. Per Urban Forms Foundation

 

Una pittura in freestyle per Urban Forms. Un componimento che si basa sul ritmo ripetitivo degli elementi. Questi, da sinistra a destra, producono l’illusione di un lento movimento di crescita del soggetto, come fossero singoli frames di una pellicola, o gli scatti di una ripresa in stop-motion. Il background in bianco e nero accoglie dei calligrammi che compongono gradualmente cerchi/pianeti.
Riflettendo sull’apparente immobilità dei grandi corpi celesti nell’universo, data dalle loro dimensioni. Su questa staticità “immortale”, e con in testa la canzone dei Soungarden “Black Hole Sun”, prende forma un murale dedicato a Chris Cornell, scomparso pochi giorni prima, il 18 Maggio 2017.

 

Black hole sun, spray e stencil, idropitture su cartongesso, 2017 Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7 Street, Łódź, Poland. Ph: Paweł Trzeźwiński

 

Black hole sun, spray e stencil, idropitture su cartongesso, 2017 Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7 Street, Łódź, Poland. Ph: Paweł Trzeźwiński

 

Black hole sun, spray e stencil, idropitture su cartongesso, 2017 Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7 Street, Łódź, Poland. Ph: Paweł Trzeźwiński

 

Black hole sun, spray e stencil, idropitture su cartongesso, 2017 Kapitana Stefana Pogonowskiego 5/7 Street, Łódź, Poland. Ph: Paweł Trzeźwiński

 

Una vista della strada rinnovata  Ph: Monika Czechowicz
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Il vento mi scompiglia i pensieri

maggio 2017

Con questa frase si apre un nuovo progetto di “poesia di strada”
Instagram: #ilventomiscompigliaipensieri #opiemmepoesia

Scatti da instagram #ilventomiscompigliaipensieri

 

Scatti da instagram #ilventomiscompigliaipensieri

 

The wind shakes my thoughts / Il vento mi scompiglia i pensieri, Imperia, 2017

 

The wind shakes my thoughts / Il vento mi scompiglia i pensieri, Imperia, 2017

 

Bonaccia, ma ventoso dentro

 

The wind shakes my thoughts / Il vento mi scompiglia i pensieri, Imperia, 2017
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PESCI, un murale con gli alunni dell’Istituto “Via Giuseppe Messina”, Roma

maggio 2017

Un video dell’Istituto “Via Giuseppe Messina”, Cinecittà, Roma
Fonte SkyArte:

Dopo l’intervento urbano a Lodz, in Polonia, conclusosi con un lancio di uova ripiene di vernice colorata, Opiemme ha nuovamente coinvolto il pubblico locale nella realizzazione del suo nuovo murale, intitolato Pesci /Pisces.
Questa volta sono stati gli alunni dell’Istituto Comprensivo ‘Via Giuseppe Messina’ di Roma gli attori della performance partecipata, ideata dall’artista torinese nell’ambito della seconda edizione della Settimana della Scuola Pubblica del VII Municipio, con lo scopo di valorizzare all’esterno il grande lavoro che viene svolto quotidianamente nelle scuole. “La parola al centro dell’intervento
collettivo doveva essere una sola come in Polonia, prima da cancellare e poi da sostituire – ci ha raccontato Opiemme. – Invece, ho deciso che ne avrei messe quante più possibili per soddisfare e far sentire partecipi i bimbi”. Così, quasi 1000 scolari di età compresa tra i 3 e i 13 anni hanno scelto le parole che non volevano più sentire nominare nelle proprie classi, come indifferenza, razzismo e mafia (quella più difficile da eliminare) e le hanno cancellate gettando sul muro dipinto 350 uova piene di colore.
Successivamente l’artista ha disegnato sopra, in modo circolare, i loro corrispettivi positivi, fino a creare la Costellazione dei Pesci: un simbolo di rinascita, per la scuola e il suo quartiere.

 

 

Opiemme, Pesci/Pisces, Rome, 2017
Le parole negative, prima di essere cancellate dal lancio delle uova
Un momento del lancio con i docenti e i ragazzi delle medie
Il momento del lancio con i più piccoli
Le parole positive scelte dai ragazzi inscritte nella costellazione dei Pesci
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CIRCLE

maggio 2017

Un freestyle, in linea con “Vortex”, in una ex base U.S.A., nell’entroterra di Finale e Calice Ligure, a Pian dei Corsi, Liguria

 

Opiemme, Circle, 2017, Pian dei Corsi, Finale Ligure, Savona
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure Calice Ligure, 2017
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure, 2017
Opiemme, Circle, 2017, Pian dei Corsi, Finale Ligure, Savona
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure Calice Ligure, 2017
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure, 2017
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure Calice Ligure, 2017
Opiemme, Circle, Pian dei Corsi, Finale Ligure, 2017
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LODZ OF EGGS, VIDEO

maggio 2017

A text by Urban Forms Foundation introducing the performance experience of  Taurus in Poland:

Opiemme is one of the most interesting contemporary street artists balancing at the edge of image, text and collective performance. His highly symbolic works consisting of images, geometric patterns, letters, and calligrams remind some historical movement as visual poetry, concrete poetry, and aesthetics of futurism. In 2015-2016 Opiemme completed three projects based on the idea of audience’s participation in the creation of the works. In each of these projects both the social and natural/urban landscape played an important role at the level of the performance, form of the work and its meaning. The first of these performances, „Intralci – Hindrances”, took place in July 2015 during the festival AMBRIAJAZZ. Opiemme with an up-and-coming young jazz trombonists Gianluca Petrella created an unique show in the garden of a private villa in a small village, Castionetto di Chiuro, in northen Italy.
Against the background of a breathtaking mountain landscape Opiemme was pouring stripes of colorful paint down a large board while Petrella was playing the trombone. The public was invited to take part in the show and acted as the witness observing or rather experiencing the process of creation. Opiemme was hidden behind the board so people just saw hands holding bottles with paint and colors flowing down the surface. Music was following colors, colors were following sounds, music and art were dialoging with nature. After the show had ended people described it as a deep, multisensory, and psychedelic experience leading to a kind of trance. Music followed the colors, and colors followed the music.

In the performances of 2016 the audience played much more advanced role of a co-creator. “The stars guide him through the night” was completed with active participation of the students of a highschool in Imperia, Liguria, Italy. The collectively painted mural was a tribute to Felice Cascione – an Italian partisan who came from this town. Cascione is known to have written a famous partisan song titled “Fischia il vento” („The wind whistles”) in 1943.
Along with “Bella ciao” it is one of the most famous songs celebrating the resistance.

Around 30 young students using Opiemme’s stencils and brushes painted the mural on the school wall. They perceived it as a relaxing activity releasing them from stress of the last year exams and choices regarding future education. The mural changed the main entrance of the school. The project was much appreciated by students and teachers as well as by the local media.


The “Taurus” project was more complex. It was realized for the Urban Forms Foundation in September 2016 in one of the most neglected quarters of the city of Lodz, Poland, plagued by numerous socio-economic problems, such as inherited poverty, unemployment, or alcoholism. In the near future the location will be undergoing deep changes associated with the process of revitalization. The „Taurus” started with preparation of nearly 300 blown eggs, which were then filled with paint. Eggs were used for omelets – a treat for the residents during the information campaign at the location and the collective mural painting. Before the performance Opiemme painted a large black circle with the stenciled word WINA (BLAME). It was supposed to be covered by colorful paint cast by the participants.
Different groups of people took part in the action. “Bombs” with paint were thrown by children and adults, students, journalists, residents of neighboring houses, men who often drink beer in the nearby backyard and many others. In the interpretation of this happening a communitas category, introduced to the social sciences by Victor Turner, could be applied.

In the condition of communitas the participants of the event are experiencing unexpected communalism emerging across boundaries and regardless of their status in everyday life. It is a temporary phenomenon of an anti-structural nature that may be invoked by the performative actions similar the Taurus performance.
Filling the black circle with colors and application of the two new words – OPPORTUNITIES (możliwości in Polish) and DESTINY, that replaced the stigmatizing inscription WINA/BLAME had also a symbolic meaning. As Opiemme explained they express symbolically the upcoming revival of the location which should be carried out with a strong participation of the local community.
The nature of this artistic intervention refers to the traditional rite of passage, closely linked to the concept of communitas. The status of a stigmatized space symbolized by the inscription BLAME is waived by collective action similar to a transition phase (so called liminal phase). Then a new, desired order is established through the completed work presenting a minimalist Taurus constellation and the new positive words.

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ORANGE IS THE NEW BLACK

maggio 2017

Ma cos’è questa “street art”?

“Orange is the new black   muralism is the new street art
Graffiti is the new street art   street art is the new adv (advertasing)”

 

Opiemme, Orange is the new black..., 2017 Pian dei Corsi, Finale Ligure (SV)
Opiemme, Orange is the new black…, 2017 Pian dei Corsi, Finale Ligure (SV)
Opiemme, Orange is the new black..., 2017 Pian dei Corsi, Finale Ligure (SV)
Opiemme, Orange is the new black…, 2017 Pian dei Corsi, Finale Ligure (SV)
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“DELFINI” PER “VEDO A COLORI 2017”

marzo 2017
Opiemme, Delfini / Dolphins, tribute to Sibilla Aleramo, 2017

 

Nel suo primo romanzo “Una Donna”, Sibilla Aleramo descrive il suo arrivo nella città di Civitanova Marche, all’età di undici anni, e il primo incontro con il mare. I delfini simboleggiano questo incontro e rapimento, sono  un calligramma composto da quelle parole che, all’inizio del libro, descrivono quell’incontro col mare: “The sea was a bad expanse of silver, the sky an infinite smile resting upon my head…”.
“My lungs drank in with avidity all that free air, that salty breath. I would race up and down in the sun on the shore and face the waves as they curled on the sand.” “Delfini” è un murale site-specific che fa riferimento alla dura vita della Sibilla Aleramo. Un vortice di delfini vuole creare una relazione fra il mare e quello che la donna affrontò: stuprata da quello che sarebbe divenuto suo marito, e che lavorava nell’azienda del padre. Nella mitologia ci sono molte storie che connettono i delfini al salvataggio. Sibilla Aleramo divenne il simbolo di una nuova donna che controlla la sua vita, una donna che salvò se stessa da una vita scritta. Il proverbio latino “per aspera ad astra” (in alto a destra) fa da commento alla sua vita. In alto a sinistra, la firma di Opiemme si accompagna ad una frase dell’artista “Il vento mi scompiglia i pensieri”.
La composizione del murale fa riferimento alla serie “Vortex” di Opiemme, con questa spirale di delfini, e la costellazione stessa del Delfino che la taglia a metà.

 

Opiemme, Delfini / Dolphins, tributo a Sibilla Aleramo, 2017

Opiemme, Delfini / Dolphins, tributo a Sibilla Aleramo, 2017

Opiemme, Delfini / Dolphins, tributo a Sibilla Aleramo, 2017

 

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